|
13 Maggio 2009
No. Non è mai il momento giusto per salutare un vecchio amico. Un grande amico. Unico e irripetibile, assolutamente "non clonabile".. anche se sai che il momento è vicino. Anche se sei preparato. Pensi.. di esserlo.
Specialmente quando decide di salutarti in momenti particolari, su cui aleggiano già altre sofferenze. Altri problemi.
Stamattina presto, verso le cinque, dopo una notte insonne come tante altre, (che ho ringraziato perché mi ha permesso di essere presente) ho sentito che qualcosa non andava. Il respiro di Romolo, il boxer del mio compagno.. suo inscindibile alter ego, fratello, figlio, shamano e quant'altro, si è fatto pesante. Lento e profondo.
L'ho guardato, mentre scrivevo al pc. Ho chiesto "certo che se dormi in quel modo vuol dire che hai mangiato pesante, ieri sera eh?"
Ma il respiro era troppo pesante.. poi all'improvviso, ha cominciato a svuotarsi la vescica lì, sul pavimento.
Ho cercato di svegliarlo. Anche un bambino avrebbe capito che se succede così è perchè c'è un problema. L'ho chiamato, ho fischiato, l'ho accarezzato e poi ho provato a scuoterlo.
D'accordo con Marco, ho telefonato subito alla ricerca di un pronto soccorso per animali. Inesistente in questa zona. Un'anima buona, con la voce cavernosa per il sonno.."Sì, sono il dott. Tal dei Tali.. No, non abbiamo un pronto soccorso.. ok, ok.. mi dica che succede .. Sì. Da quello che dice penso proprio che sia un problema cardiaco.." la voce, prima sorpresa e infastidita, si fa subito più accomodante. Più gentile possibile.
E capisco...
"Marco, per favore, torna a casa...." Era appena uscito per aprire l'edicola.
Se n'é andato così. Mentre mi vestivo per dare il cambio a Marco. Ha fatto un grosso sospiro e ho preso la sua testa sulle ginocchia. " Sono qui, cucciolo.." Altro grosso sospiro. "Resisti cucciolo, per favore. Marco sta arrivando. Non vorrai andare senza salutare no?" Un altro grosso sospiro... Il mio pianto disperato. "Aspetta, ti prego! Non farci questo, non adesso. Non vedi come siamo messi? Romolo, per favore.." Mentre accarezzavo quel capoccione che aveva l'abitudine di strofinarsi sui pantaloni per dimostrare il suo affetto.. immenso e completo. Mi è sembrato di sentire nella testa una voce.." Guarda che io Marco l'ho già salutato, che credi? E poi ho deciso così, perchè non veda.."
E aveva già davanti un sentiero nuovo. Voleva già curiosare, annusare, fare la pipì in un posto completamente diverso e bellissimo.
Forse ha sentito che lo chiamavo. Forse si è voltato. Ma nelle zampe aveva già forza nuova e tanta, tanta voglia di correre.. come non faceva più da tempo. Intrappolato nel suo corpo ancora bello ma pesante e stanco..
Il paradiso dei cani, qualcuno dice che esiste e io ci credo. Ma è dentro di noi che lo prepariamo arricchendolo ogni istante che passiamo coi nostri amici.
E posso solo immaginare quanto sia bello quello che Marco ha preparato dentro di sè, per lui in tutti questi anni felici insieme. Dodici lunghi, eppure pochi, anni insieme, sempre. Insieme sulle montagne. Insieme nelle notti romane passeggiando adagio. Insieme nei momenti più bui, in cui il suo muso sulle ginocchia di Marco, è stato la sua salvezza. Insieme nei viaggi per venire qui da me. Fermarsi e passare un altro anno qui. Insieme..
Dentro di noi, mi piace pensarlo, loro ricominciano a vivere. Ci vedono, ci sentono, sentono sempre e comunque, il nostro amore e sono felici.
Dentro me, Ruby, Temistocle, Amore, Puf Puf, Fiamma detta Brutto Pesse, Sign. Bianchi, Zapping... e tutti gli altri, scorazzano sereni, sempre al sole in un prato interminabile di erba soffice e ombra di tigli, ruscelli per la felicità di Ruby la mia boxerina bianca di undici anni, lucertole (finte!) per la felicità di Puf-Puf, topi, topini e topoloni (finti anche quelli!) per Amore.
Insomma pensiamo a tutto ciò che li ha resi felici in questo mondo e trasportiamo tutto il meglio nell'altro, anche se loro sono ancora con noi. E' un lavoro lungo e difficile. Non sempre piacevole perchè mentre ci accingiamo a farlo, sappiamo che dietro tutto ciò, sarà inevitabile e straziante la separazione.
Ora, quando io e Marco ci avviciniamo, i paradisi si incontrano e Romolo corre felice con Ruby e tutti gli altri. Ecco cosa mi piace pensare.
Ecco cosa vorrei che riuscisse a pensare anche lui. Ma è presto. Veramente troppo presto. Il dolore è come il fiume qui di fronte. Non si può forzare, velocizzare perché se ne vada prima.
Deve scorrere secondo la sua natura. Secondo il tempo che ognuno di noi gli sa, o può, dare.
Poco per volta troverà il suo scorrere quieto e dolce, lasciando sulle rive, tutte le cose belle da ricordare sorridendo, e portando via con la corrente tutta l'amarezza...
Li ho lasciati lì. Da soli. So che Marco voleva così. Si è inginocchiato accanto, gli ha preso la testa, accarezzandola a lungo. Poi sono arrivate inevitabili e dolorose, le lacrime e il rumore impercettibile per tutti gli altri ma non per me, del suo cuore irrimediabilmente spezzato.
E una volta ancora, so che non c'è differenza tra due o quattro zampe. Tra un viso e un muso. Tra una parola e un verso che esprime molto di più. Li amiamo, come ameremmo i nostri fratelli e amici. A volte sostituiscono i figli che non abbiamo. A volte ci portano lontano da pensieri autolesionisti. A volte per loro riprendiamo a vivere. Con la consapevolezza che mai, li avremo ringraziati a sufficienza.
A Romolo, a Ruby e a tutti gli altri amici, con tutto l'amore che ancora sento.
|